La città di Gubbio

Disposta sulle pendici del monte Ingino, Gubbio è una città di origini antichissime. Le celebri “Tavole Eugubine” (sette lastre di bronzo incise nel II sec a.C. in lingua locale, che descrivono i riti e i luoghi sacri), i resti del Teatro Romano del I sec. a.C. e i numerosi ritrovamenti dell’Età del Bronzo testimoniano la sua antica grandezza. Tuttavia ciò che emerge prepotentemente dalla città è il Medioevo che ritroviamo nell’impianto urbano risalente all’età comunale, nei monumenti, nelle stradine lastricate, nelle case con i mattoni a vista e nella materia dominante: la “pietra”.

La città dei matti

Gubbio è tradizionalmente definita la “città dei matti”, a causa della proverbiale indole libera, imprevedibile e scanzonata dei suoi abitanti. Un’ usanza tradizionale è il conferire la “patente di matto” a chi compie tre giri di corsa intorno alla cinquecentesca “Fontana dei Matti”, situata nel Largo Bargello. Alla fine del 3° giro si deve esser battezzati con uno spruzzo dell’acqua della fontana da un Eugubino, acquistando così la cittadinanza onoraria di Gubbio. Una patente che attesta la sana dose di follia presente in ognuno di noi!

Visitare GUBBIO : S. Ubaldo e la festa dei ceri

La città di Gubbio è famosa per la Corsa dei Ceri in onore del Santo patrono Sant’ Ubaldo che si svolge ogni anno il 15 maggio. Le origini di questa Festa sono antichissime : il 16 maggio del 1160 l’amato Vescovo di Gubbio morì; tutti i cittadini allora iniziarono un pellegrinaggio con candele accese, rito che si ripeterà sempre la sera della vigilia  in memoria del transito, caratterizzato dall’offerta di ceri votivi da parte delle Corporazioni di Arti e Mestieri.

BASILICA DI S. UBALDO

Sorge a 850 metri s.l.m. e domina l’abitato dal monte Ingino. La Basilica risale ai primi secoli dopo il Mille e conserva il corpo incorrotto del Santo patrono della città e i Ceri di Gubbio. L’interno è di stile rinascimentale a cinque navate ed è arricchito da dipinti cinque-settecenteschi. Sull’altare maggiore, in stile neogotico, è posta l’urna che custodisce il corpo del Santo. L’illuminazione della Basilica è affidata a finestroni con vetrate istoriate che rappresentano la vita del Santo, e furono realizzate nel 1921 dal vetraio Mossmeyer.

I CERI

Sono tre manufatti lignei alti e pesanti sormontati dalle statue di Sant’Ubaldo (patrono della città e della Corporazione dei Muratori e Scalpellini), di San Giorgio (patrono della Corporazione dei Merciari) e di Sant’Antonio Abate (patrono dei Contadini e degli Studenti). Sono a forma di prisma ottagonali sovrapposti e decorati e pesano circa 4 quintali l’uno. Essi vengono portati trionfalmente a spalla e di corsa per le vie della città dai ceraioli fino alla Basilica di Sant’Ubaldo, in vetta al monte Ingino.

LA CORSA DEI CERI

Un suggestivo cerimoniale precede la corsa. In Piazza Grande, a mezzogiorno, ha luogo la spettacolare ‘alzata’ dei Ceri a cui seguono tre vertiginosi giri della piazza. Dopo aver effettuato la ‘mostra’ per le vie della città vengono deposti in via Savelli, dove rimangono fino al momento della corsa. Nel pomeriggio inizia dal Duomo la processione con la statua di Sant’Ubaldo fino in cima a via Dante.

L’ASCESA AL MONTE

Il Vescovo benedice i Ceri, che iniziano così la loro frenetica corsa.
Dopo aver percorso le principali vie della città, essi tornano in Piazza Grande e compiono altre tre ‘birate’, portandosi quindi alla Porta dell’Angelo (detta di Sant’Ubaldo) per iniziare l’ascesa al Monte Ingino. I Ceri vengono deposti nella Basilica di Sant’Ubaldo, mentre le statuette dei tre Santi sono riportate in città tra canti e fiaccolate.

Festa dei Ceri.


Hermann Hesse e la città di Gubbio

Lo scrittore tedesco Hermann Hesse omaggia la città di pietra in un racconto incluso nel volume di scritti di viaggio intitolato Dall’Italia. L’autore descrive con estrema accuratezza le graziose vie, gli edifici in pietra serena, i monumenti e la verde pianura che si apre a perdita d’occhio dalla maestosa Piazza della Signoria. E ancora si stupisce dell’imponente Palazzo dei Consoli, costruzione di epoca medievale che suggestiona lo spettatore che gode della sua vista. L’autore è ammaliato dalle grandi opere che gli uomini sono in grado di realizzare:

Salii sulla grande terrazza, ridiscesì, osservai e ammirai. E per quel giorno la meravìglia fu tutto. La grandiosa, quasi temeraria audacia di questa architettura produce un effetto assolutamente sbalorditivo e ha qualcosa di inverosimile e conturbante. Si crede di sognare o di trovarsi di fronte a uno scenario teatrale e bisogna continuamente persuadersi che invece tutto è lì, fermo e fissato nella pietra.

Herman Hesse, Dall’Italia e altri racconti italiani

Cerchi offerte per dormire a Gubbio?

Soggiorna nei migliori agriturismi di Gubbio e dintorni.

TROVA AGRITURISMI A Gubbio